Arredamento tradizionale giapponese

Agli occhi di chi si avvicina per le prime volte all’arredamento ed agli interni in genere della casa tradizionale giapponese, spiccheranno sopratutto alcuni elementi fondamentali.
Oltre a questi poi si scopriranno un’infinità di dettagli e particolari che non meno dei primi contribuiscono alla unicità della dimora giapponese tradizionale.
Iniziamo a scoprire questi elementi fondamentali, che sono sostanzialmente tre: tatami, futon e pareti scorrevoli (shoji e fusuma, per lo più).
TATAMI
I tatami sono stuoie in paglia di riso pressata, rivestite di giunco intrecciato (igusa) e abbellite da un orlo di tessuto che ne determina anche il pregio. Le tre parti che costituiscono il tatami sono chiamate rispettivamente: tatamidoko, tatamiomote e tatamiberi (heri: in giapponese la “H” diventa “B” se preceduta da un’altra parola, e la “T” diventa “D”).
I tatami furono utilizzati per la prima volta dall’imperatore Shōmu come letto nel periodo Nara (710-794); successivamente nel periodo Heian (794-1192), si diffuse l’usanza in presenza di un ospite, di stendere delle stuoie rotonde (enza) per sedersi. Alla fine del XV secolo appaiono stuoie di paglia rettangolari usate anche per dormire (goza) che nel tempo si sono evolute aumentando di spessore fino a diventare un rivestimento per l’intero pavimento: questo ha comportato un’evoluzione nello stile di vita dei giapponesi segnando l’inizio di una vera e propria cultura del tatami.
I giapponesi sono persone dalla sensibilità particolare: il tatami cominciò ad essere utilizzato poiché a questa sensibilità piaceva la sua morbida elasticità. Il Giappone ha importato molte cose dalla Cina e dalla Corea, ma il tatami è un materasso originario di questo paese e creato dai giapponesi stessi. Semplice e rilassante, le sue qualità interiori sono la moderata elasticità e il tocco sul pavimento che non si percepisce.
Si può dire che la vita dei giapponesi ruotasse intorno ad esso: dormire, mangiare, giocare, lavorare, intrattenere gli ospiti: tutto si svolgeva in stanze rivestite da eleganti tatami.
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FUTON
È il materasso tradizionale giapponese, costituito da falde di cotone grezzo (ma può essere di seta, lana, poliestere e piume) disposte a strati e ricoperte da una fodera trapuntata a mano.
Il futon e’ composto dallo shikibuton, un piumino semi-rigido che funge da materasso e dal kakebuton che consiste nel piumino vero per coprirsi.
Nella stagione fredda si pone una coperta o mofu, sotto il kakebuton (nella figura è arancione).
Il futon asseconda le naturali curvature del corpo garantendo, grazie anche alle fibre vegetali, energia e benessere al sonno. Può essere appoggiato direttamente sui tatami, su una struttura a doghe o su un pianale di legno.
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PARETI SCORREVOLI
Gli shōji sono le porte scorrevoli che separavano l’interno dall’esterno delle case giapponesi tradizionali. Inizialmente questa funzione spettava a tavole di legno su cui veniva applicata della carta per essere decorata, ma in secondo momento le tavole furono sostituite da una grata in legno che permetteva alla luce di filtrare attraverso la carta (mino-shi, ricavata dal kozo, gelso) illuminando gli interni di luce soffusa.
I fusuma sono invece le porte scorrevoli che separavano i locali interni della casa e venivano variamente dipinti per abbellire la residenza.
I FUSUMA si differenziano dagli Shoji soprattutto per il fatto di non essere trasparenti alla luce e di avere molto spesso delle decorazioni di vario genere. L’uso deiFusuma è riservato, come scritto, alla divisione degli spazi interni.





